Quando pensate alla fotografia “Street”, come immaginate gli scatti?
Bianco e nero o colori?
Io personalmente sempre in bianco e nero, ma credo più per pigrizia che per “partito preso”…
Così ho iniziato a fare qualche scatto a colori… Col tempo vedremo cosa ne uscirà.
Attendo commenti e confronti con i vostri lavori.
Street Photography, color or b/w?
L’evoluzione della specie
Prendo la mia Contax, apro l’intero dorso, inserisco il rullino, estendo il la pellicola fino al segnale giallo, chiudo il dorso, zzzzzzzzzz-tac!
Pronta all’uso.
Miro il soggetto, blocco la messa a fuoco, blocco l’esposizione, compongo l’inquadratura, CLICK!E nell’istante immediatamente successivo stacco la macchina dall’occhio e mi guardo il dorso della Contax!!! Dov’è la mia fotografia???
Digitale Vs Pellicola. La battaglia sta nel monitor.
Ecco l’abitudine, ecco il gesto semplice, ecco l’istinto. Non bisogna cercare le cause tra chi è più maturo ed ha anni di sviluppi negativi negli sgabuzzini e chi è più giovane che non ha mai visto una pellicola. Oramai i gesti diventano propri, ed io in particolare ci casco sempre!
Ma la specie si evolve!
Se prima (nel mio caso anche oggi) dopo uno scatto in pellicola cerco il monitor sulla macchina, ora (in un numero credo crescente) dopo uno scatto con attrezzatura digitale e guardando immediatamente dopo il monitor (questa volta trovandolo con facilità) non vi viene l’istinto…. di toccare quel vetro, allargare l’immagine, fare un “tap” e richiamare un’applicazione per modificare l’immagine??? Magari con l’intenzione di condividerla immediatamente sui socialnetwork?
A me una volta è capitato. Ma la mia Nikon D3 non ha risposto.
K
Primo giorno di skuola!
Oggi gran giorno. Oggi si inizia. Oggi ti accorgi che tuo figlio sì è piccolo, ma non come credevi poco prima.
Oggi tuo figlio entra a scuola. Si inserisce in quel mondo virtuale che non sai ancora se amare o odiare.
Lo ami per gli amici, gli scherzi, le mille cose forti che hai fatto e ancora oggi dopo vent’anni vai a cercare su Facebook il tuo compagno di banco…
La odi perché trigonometria non hai ancora capito oggi cos’è e a cosa serve, e quel mercoledì nero ti sei beccato 3 perché preferivi star muto che confermare quanto ignorante eri.
E oggi, tieni per mano quella mano piccola, morbida di tuo figlio. Lo stringi, lo baci e lo riempi di raccomandazioni perché deve fare bella figura, perché deve studiare, non essere ignorante come certi tipi che hai conosciuto bene…
Lo affidi, quindi, a gente che non conosci. Lo fai entrare in stanze che forse non vedrai mai. E con ansia speri che da lì possa uscire un ingegnere, un dottore, un avvocato… Ma forse speri solo che esca tuo figlio, sempre, tutti i giorni, perché è bellissimo riabbracciarlo dopo una giornata di lavoro.
EyeEm – condivisione immagini
Ne avevo sentito parlare. Ma sono quelle cose che ascolti o leggi mentre pensi ad altro. Così ti sfuggono e non le recuperi più per poi incontrarle di nuovo…
Così, mentre mi imbatto nel sito di un interessante gruppo fotografico composto da autori di paesi diversi (http://www.mobilephotogroup.com/) che pubblicano fotografie esclusivamente prodotte con iPhone ecco che, link dopo link (come le ciliegie!) scopro http://www.eyeem.com/. Certo, può apparire l’ennesima community fotografica (e forse lo è proprio e basta), ma la grafica pulita, il blog alternativo e un certo stile generale mi convince a far mia da subito l’applicazione gratuita per iPhone e conseguente registrazione profilo. Al momento ho solo 3 immagini. Tutte in bianco e nero. Non so quale sia il meccanismo che mi ha diretto in questa impostazione, ma su EyeEm caricherò solo foto monocromatiche fatte con iPhone. Una sorta di regola, di paletto, che mi permette di mantenere un certo ordine delle cose pubblicate.
Chi ha l’applicazione (è presente anche su piattaforma Android), mi venga a cercare: “danilomaraschi”.
E tra voi, chi lo utilizza?
2011. 365.
2011. 365.
Sto dando i numeri.
Ma solo per spiegare cosa accade. Niente di particolare, per carità, ma voglio raccontarmi. Voglio vedermi ogni giorni meglio di quello che faccio da una vita davanti allo specchio. Mi fotografo e mi ricerco poi su Facebook, Flickr, Instagram, Twitter. Non per egocentrismo o vanità, ma per capire con occhi diversi (non solo con i miei ma anche con quelli dei socialnetwork) cosa mi accade.
365 giorni, 365 scatti nell’anno 2011. Non mi sento a mio agio davanti all’biettivo, ma utilizzare un telefono per riprendersi mi rende le cose più facili, più intime, più ludiche. E viene facile sorprendermi.
Tecnicamente niente di speciale: iPhone per scattare, Hipstamatic per formato, Instagramm per condividere.
A 25 giorni dall’inizio di questo progetto che nulla ha di nuovo (io arrivo dopo a mille altri più creativi e innovativi e introspettivi progetti simili) mi sto divertendo. Il vero piacere, credo, sarà rivedersi a distanza di qualche anno.
Guardarsi in faccia con occhi diversi. Nessuna morale, ma ogni tanto, credo, “faccia” bene!
Without – Directed by Mark Jackson, Produced by Jessica Dimmock
Un bellissimo video, emozionale, intimo. Pochi minuti, qualche attimo. Ma poi una serata intera a riflettere.









