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30 | Sesto giorno, domenica | “CUBISTA”

Posted by Danilo Maraschi | 30 | maalox generation | giovedì 23 settembre 2010 18:22

Piove. Lo sa, non ha bisogno di levarsi dal letto, spostare la tenda e alzare le tapparelle. Piove. Lo capisce da come sgocciola l’acqua dalla grondaia dell’ingresso. Piove e sa che non è una pioggia battente, di quelle che devi correre via veloce altrimenti ti inzuppi le scarpe e siccome c’è anche vento l’ombrello si spalanca al contrario lasciandoti in balia del maltempo.

Piove, ma è una di quelle piogge fini, vaporose, che ci vorrebbe l’ombrello come è naturale che sia ma ti senti stupido a girare con quell’arnese in mano se tutt’intorno non vedi goccie cadere. Eppure dopo qualche metro sei già bagnato, anche sotto l’ombrello perché quell’acqua arriva da tutte le parti e quindi ti ritrovi fradicio senza che tu te ne accorga.

Insomma, Giacomo se ne resta a letto con gli occhi chiusi e la mente sveglia. E’ domenica e nessuno lo costringerà ad uscire da quel nascondiglio meraviglioso. Accanto, su una vecchia sedia di legno che ha verniciato di blu almeno due anni prima, ci sono appoggiati alcuni giornali aperti alla pagina delle offerte di lavoro. A terra i calzini ed i jeans. Dalla cucina sente arrivare le voci di sua madre e suo padre. Parlano di come posizionare certe pentole all’interno di un mobile. Suo padre vuole avere ragione, sua madre ha deciso di non ascoltarlo.

Nella notte di quel sabato notte infinito, Giacomo ha visto e amato e voluto le gambe più belle del mondo. Lucide, lisce, tornite. Si muovevano sensuali al centro della pista di una discoteca urlante nel mirino di riflettori di un sole elettrico. Lei era stupenda. Un angelo, un diavolo. Tormento unico di una notte insonne. Il seno abbondante quasi pronto ad esplodere da una maglia aderente umanamente troppo stretta per contenere ogni cosa. E lui, lì, pronto, in attesa di quell’agognato scoppio. Bramoso di raccogliere il frutto delle sue preghiere.

Giacomo si mette a guardare la luce che filtra dai fori delle tapparelle lasciandosi trascinare nel fiume d’olio di pensieri lenti e silenziosi. Immagini prive di suono scorrono davanti ai suoi occhi senza che faccia o dica nulla. Vede se stesso nudo in piedi in un deserto di sabbia rossa e brillante, vede i suoi genitori, sua madre in auto con il bagagliaio colmo di borse della spesa, vede suo padre in bicicletta con la camicia da pensionato e la giacca da pensionato ed il gilet da pensionato per le strade della campagna vicina, vede qualche amico, soprattutto Valerio che studia da anni infiniti non-si-sa-cosa all’università, ma alla fine torna di nuovo sotto quella luce ossessionante, ritmica e angosciante. Vede Jessica o Deborah o Samantha o come cavolo si possa chiamare, ballargli davanti, nuda, serpente di carne e sangue e calore e muscoli e curve e sudore e sesso. Gli occhi di lei parlano, stordiscono con sussurri e bisbigli e la bocca si apre appena ma è una voragine dove perdere l’equilibrio e cadere nel vuoto. Curve e tentazione e desiderio e voglia e pazzia di correre fra le sue braccia e baciare baciare baciare. E Giacomo si sorprende a scoprire dove le sue mani sono finite, laggiù in fondo, nel caldo delle coperte e cerca e tocca e trova…

Di colpo la porta.

-Sei sveglio? Hai provato alla Impak? Ha detto la Gloria del piano di sotto che forse cercano-

Giacomo si piega, in qualche modo copre con la coperta la sua erezione -No, mamma, ci proverò-

MA’ | PA’

Posted by Danilo Maraschi | considerazioni generali | sabato 6 febbraio 2010 15:57

Una volta sognavo di volare, correre veloce come un fulmine, spostare montagne con la forza delle mani, piegare il ferro con lo sguardo… Sognavo di diventare un supereroe come Superman, Batman, Uomo Ragno….

Oggi sogno di diventare un bravo padre. Oggi, i miei supereroi sono loro: Mà e Pà.

Grazie sempre.

Il mondo dei bambini

Posted by Danilo Maraschi | progetti fotografici | lunedì 12 ottobre 2009 23:15

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Il mondo dei bambini. Pieno di nuvole, draghi, fate… e poi lacrime, sogni, abbracci e baci. Il mondo dei bambini. Meravigliosa riserva dei sentimenti. Ho provato a tornarvi dopo anni di vita da adulto. Sporcato da falsità, bugie, espedienti. Vi sono tornato silenziosamente, con la coscienza sporca. Ho fotografato senza fare rumore. Passeggiando muto in un paesaggio inimmaginabile alla mia fantasia ormai pesante, logora, polverosa.

Il mondo dei bambini mi fa piangere, mi fa capire quanto tempo ho perso, quanto tempo perderò. Basta osservarlo da vicino, da dentro, per sentire che i giorni, i mesi e gli anni sono scivolati via sulla pelle graffiandola inesorabilmente.

Il mondo dei bambini. Grazie ai miei figli lo rivivo.

L’estate sta finendo…

Posted by Danilo Maraschi | considerazioni generali | martedì 1 settembre 2009 22:03

l'estate sta finendo...

…e un anno se ne va! Sto diventando grande, lo sai che non mi va….

I Righeira avevano un look terribile, ma questa canzone ha lasciato il segno. Indelebile. E come ogni primo settembre, viene terribilmente naturale dire “l’estate sta finendo!”

Già, anche se oggi c’era il sole, anche se oggi si sudava, anche se oggi il mare era pulito… è sempre settembre. E ti sembra che faccia più freddo, che quasi quasi è ora di indossare una camicia perché la t-shirt è troppo leggera. E poi cerchi i calzini ed i jeans. Lasciando in armadio le bermuda con i tasconi ed i sandali ancora un poco sporchi di sabbia….

E’ con l’immagine di mio figlio che salta in una pozzanghera a Jesolo che voglio salutare quest’estate 2009. Un’estate che ho vissuto stancamente, facendo però congetture per sfidare il futuro. Oggi, come dice mio fratello, è il vero Capodanno. E come tale: “anno nuovo, vita nuova!”

E’ ora di tirar su le maniche!