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L’evoluzione della specie

Posted by Danilo Maraschi | considerazioni generali | mercoledì 12 ottobre 2011 14:28
A me capita. Ormai ogni volta. È un istinto.
Prendo la mia Contax, apro l’intero dorso, inserisco il rullino, estendo il la pellicola fino al segnale giallo, chiudo il dorso, zzzzzzzzzz-tac!
Pronta all’uso.
Miro il soggetto, blocco la messa a fuoco, blocco l’esposizione, compongo l’inquadratura, CLICK!E nell’istante immediatamente successivo stacco la macchina dall’occhio e mi guardo il dorso della Contax!!! Dov’è la mia fotografia???

Digitale Vs Pellicola. La battaglia sta nel monitor.

Ecco l’abitudine, ecco il gesto semplice, ecco l’istinto. Non bisogna cercare le cause tra chi è più maturo ed ha anni di sviluppi negativi negli sgabuzzini e chi è più giovane che non ha mai visto una pellicola. Oramai i gesti diventano propri, ed io in particolare ci casco sempre!

Ma la specie si evolve!

Se prima (nel mio caso anche oggi) dopo uno scatto in pellicola cerco il monitor sulla macchina, ora (in un numero credo crescente) dopo uno scatto con attrezzatura digitale e guardando immediatamente dopo il monitor (questa volta trovandolo con facilità) non vi viene l’istinto…. di toccare quel vetro, allargare l’immagine, fare un “tap” e richiamare un’applicazione per modificare l’immagine??? Magari con l’intenzione di condividerla immediatamente sui socialnetwork?

A me una volta è capitato. Ma la mia Nikon D3 non ha risposto.

K

Cara Tri-X!

Posted by Danilo Maraschi | considerazioni generali | giovedì 29 settembre 2011 22:46

20110929-224553.jpg

Holga

Posted by Danilo Maraschi | holga | domenica 9 agosto 2009 22:27

E’ domenica sera. Faccio scorrere una slide con le immagini del groppo Holga su Flickr.  Resto fermo, incantato a guardare quelle immagini. Meravigliose, banali, toccanti, semplici, naturali, sognanti… come se attraverso quelle fotografie si potesse entrare nell’initmità di chi ha scattato o addirittura nell’intimità di chi si è fatto scattare una foto.  E’ come vedere le immagini ed i ricordi di alcuni parenti anche se in realtà non sappiamo nulla di loro. E’ la Holga che riesce a realizzare una sensazione simile. E’ la pellicola, è l’immagine vera, per quella che è se stessa.  Semplicemente emozione.  Semplicemente immagine, luce, controluce, grana, sfocatura. Nient’altro!

In questi giorni ne ho ordinata una. Una Holga. Voglio anch’io bussare alla porta dell’intimità dei miei sogni e di coloro che si vorranno lasciar raccontare.