
Venezia, novembre 2009. C’è uno sciopero. Lo seguo in silenzio, con la macchina fotografica scatto immagini e registro i volti delle persone. Non entro nei dettagli dello sciopero, dei sindacati interessati, dei motivi veri o presunti, delle motivazioni, delle scelte governativi, dei diritti e dei doveri. NO.
Sono le persone quelle che mi interessano. I loro volti. Le loro preoccupazioni. Perché anche se qualcuno dice che il Veneto è il motore d’Italia, qui ci sono altre figure che temono per il loro futuro. E quando si programma un futuro ventennale (un mutuo prima casa) o per la vita (uno o due figli), sapere che da qui a due o tre anni tutto potrebbe cambiare e forse in peggio, le cose cambiano e ci si chiede “e ora, che faccio?”.